Market View

SOTTOPESO NEUTRALE SOVRAPPESO
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EQUITY Usa Europa
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BONDS EU – core
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Emerging Markets; Corporate

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Corona svedese

 

Market View - aprile 2017


 

“Market View” Aprile 2017

Il mese di marzo 2017 ha visto i mercati continuare, seppur con minore intensità, sulla strada delineata a febbraio: segnali positivi per i mercati azionari, in particolare per l’area europea ed emergente, rendimenti in leggero rialzo in Europa con sostanziale stabilità degli spread con Dollaro in controtendenza ed in marginale indebolimento.
Il quadro macroeconomico, in USA, si è arricchito di alcuni dati che hanno continuato a sorprendere al rialzo, soprattutto per quanto riguarda gli indicatori di fiducia. Anche in Europa i dati hanno sorpreso al rialzo e l’evidenza che sembra emergere, per il primo trimestre dell’anno, è quella di una economia che potrebbe chiudere con un Pil anche superiore al 2% annualizzato. Il punto chiave sarà vedere se i dati di economia reale convergeranno verso gli indicatori anticipatori, fornendo la conferma che il ciclo sta riprendendo vigore, soprattutto in Europa. Nessuna sorpresa dai Paesi emergenti che continuano sul loro trend di stabilizzazione su livelli di crescita in grado di consentire la corretta gestione del bilancio statale ed il controllo dei flussi di capitali.
Il mese appena trascorso ha visto le Banche Centrali più importanti dei Paesi Sviluppati riunirsi, confermando un differente approccio in termini di politica monetaria tra Fed e Bce, dettato anche dalla diversa fase del ciclo nel quale le due economie si trovano. Appare evidente che le Banche Centrali hanno la chiara volontà di non voler essere soggetto di disturbo nell’attuale fase di recupero economico, bensì attori che cercano di supportare tale momento di ripresa. Tuttavia, la Fed ha assunto (a parole e nei fatti con il rialzo del 15 marzo scorso) un atteggiamento leggermente più “hawkish”, scelta dovuta per rispondere ad una realtà dei fatti sotto gli occhi di tutti e quindi necessaria per non apparire “dietro la curva”. La Bce, invece, ha assunto un atteggiamento più “dovish”, cercando di controbilanciare i timori che l’avvio del tapering (tale si può giudicare la riduzione dagli acquisti mensili da 80mld a 60mld) avevano innescato circa una prosecuzione serrata dello stesso, visti i dati di inflazione in ripresa nel corso degli ultimi mesi.
I dati confortano circa il fatto che questa velocità di crociera possa continuare; più questo avverrà, più si ridurranno alcune fragilità del sistema economico globale oppure si metterà un freno ad altre. L’elemento di maggior rilievo è da rintracciarsi, a nostro avviso, nel fatto che l’inflazione ha ripreso il suo trend rialzista. Tale dinamica risulta essere essenziale ai fini della ripresa dei consumi, dei margini delle aziende e quindi degli investimenti. E’ innegabile che pochi dati da soli non possano cambiare lo scenario, ma la nostra riflessione in questa fase iniziale dell’anno non può prescindere dal fatto che un nuovo ed inatteso attore, potrebbe fare la sua comparsa sulla scena. La prospettiva degli investitori andrà quindi rivista sulla base degli sviluppi legati alla variabile inflativa: si tratterà di una evoluzione non lineare, con periodi di disillusione, ma l’importante sarà come tale dinamica plasmerà le aspettative che rivestono un ruolo chiave nelle decisioni di consumo e investimento.
Il problema principale che ha rischiato di mettere in ginocchio sia il mondo economico che quello finanziario è il debito. A partire dal 2007 sono stati messi in atto interventi di controllo e, solo di recente, se ne stanno vedendo i primi frutti. Il debito pubblico rimane la principale difficoltà da affrontare e la strada della sua risoluzione passa attraverso il raggiungimento di livelli sufficienti di crescita nominale (crescita reale più l’inflazione) combinato con il trascorrere del tempo necessario per la sua gestione e riduzione.
Inoltre, dal punto di vista microeconomico la componente di crescita degli utili viene stimata piuttosto conservativa dal mercato. L’effetto del taglio delle imposte societarie promesso da Trump potrebbe sortire effetti positivi negli Stati Uniti, in Europa e nell’area asiatica, grazie alla tenuta dei margini ed alla ripresa del ciclo economico.
Pertanto, i portafogli mantengono anche per il prossimo mese un’impostazione in linea con una visione positiva sui mercati azionari. L’esposizione a tale mercato risulterà, così, elevata sia nei fondi “absolute return” sia sui “total return flessibili” che sui “target date”. Questi ultimi hanno visto, però, una lieve riduzione di esposizione azionaria come conseguenza al raggiungimento di alcuni target sugli indici azionari precedentemente identificati.
Relativamente all’esposizione obbligazionaria il rischio presente nei portafogli è molto contenuto. L’impostazione strategica dovrebbe privilegiare, nel corso dell’anno, un approccio di “sell on rally”. L’ipotesi di fondo è che possa continuare il graduale rialzo dei rendimenti anche se questo potrebbe essere intervallato da prolungate fasi di stabilizzazione sui nuovi, più alti, livelli raggiunti.
Per quel che attiene al rischio di cambio rimane confermata la strategia di sottopeso del Dollaro USA e, più in generale, di una molto contenuta diversificazione valutaria poiché, a nostro avviso, i recenti sviluppi non dovrebbero portare ad un cambiamento nella direzione della traiettoria del cambio Euro/$. Il presupposto è che, da questo momento, le forze a favore dell’Euro dovrebbero riemergere: surplus di partite correnti, riduzione dei flussi di capitale in uscita, riduzione prospettica degli acquisti mensili da parte della Bce. Per quanto attiene al Dollaro, invece, la prospettiva dovrebbe essere un parziale ridimensionamento della spinta proveniente dall’allargamento del differenziale di crescita economica e dei rendimenti.