Market View

SOTTOPESO NEUTRALE SOVRAPPESO
ASSET ALLOCATION DURATION BOND
EQUITY
CASH

 

EQUITY Usa Europa
Giappone
Emerging Markets
BONDS EU – core
USA
EU-periferici

Emerging Markets; Corporate

VALUTE Yen

Dollaro Usa
Sterlina

 

Corona norvege

Corona svedese

 

Market View - marzo 2017


 

“Market View” Marzo 2017

Il mese appena trascorso ha visto il manifestarsi di una serie di movimenti di mercato in parte contraddittori: significativa riduzione dei rendimenti core, in particolare in Europa, con allargamento contestuale degli spread periferici, ma appetito per i risky assets in particolare per il mercato azionario sia dell’area sviluppata sia, soprattutto, emergente. I mercati sono al momento combattuti tra il significativo miglioramento del quadro macroeconomico da un lato e le paure legate ai prossimi appuntamenti elettorali in Olanda e Francia, dove l’esito appare quanto mai incerto e il rischio di una deriva populista non va sottovalutato.

Nel frattempo le Banche Centrali hanno agito in modo coerente con il contesto macroeconomico in evoluzione: la Fed ha reagito all’inflazione in accelerazione, soprattutto sul fronte salariale, senza far trapelare riferimenti alla politica fiscale futura potenzialmente espansiva. Il rialzo dei rendimenti e l’apprezzamento del Dollaro fanno anch’essi parte della strategia di politica monetaria senza necessariamente agire frettolosamente sui tassi ufficiali. Sull’argomento, peraltro, alcuni autorevoli membri del Fomc stanno iniziando a plasmare le aspettative del mercato, circa la necessità di intervenire al rialzo: in questo senso dovremmo avere maggiori informazioni nel corso del mese di marzo in occasione della riunione programmata. La Bce rimane, al momento, alla finestra, in attesa che la ripresa dell’inflazione, ora manifestatasi sul lato headline per effetto del rialzo del prezzo delle materie prime, si trasferisca anche all’indice core, anche se ci vorrà comunque tempo.

Una volta superati i suddetti ostacoli elettorali gli investitori dovranno interrogarsi sulla situazione economica globale e su come quest’ultima non sia stata intaccata dai tanto temuti sviluppi politici. I dati anticipatori del ciclo economico continuano a mostrare un’ottima dinamica, rafforzandosi ulteriormente anche nel mese di febbraio e proiettando quindi una buona crescita futura. Dal nostro punto di vista lo scenario appare oggi decisamente più definito rispetto a qualche mese fa. Gli Stati uniti vedono fortemente ridimensionati i timori di rallentamento o addirittura di recessione ed il resto del mondo dovrebbe poterne beneficiare. Rimane il rischio che un rafforzamento del Dollaro e un rialzo dei rendimenti troppo repentini possano pregiudicare il buon esito dei succitati sviluppi e rappresentano un effetto collaterale di cui tenere conto. La presa di coscienza di un mutato scenario di riferimento, meno rischioso, consente di validare il riposizionamento dei mercati su livelli più elevati, rispetto alla fine dello scorso anno.

Inoltre, dal punto di vista micro la componente di crescita degli utili viene stimata piuttosto conservativa dal mercato e, su questo fronte, potrebbero esserci sorprese positive sia in US, per effetto del taglio delle imposte societarie promesso da Trump, sia in Europa, grazie al miglioramento dei margini legato alla ripresa del ciclo economico.

Per tali ragioni l’esposizione azionaria continua a rimanere significativa con la possibilità di ridurla, se dovessero essere raggiunti i valori in linea con lo scenario da noi ipotizzato.

Relativamente all’esposizione obbligazionaria l’impostazione rimane quella di mantenere contenuto il rischio di tasso d’interesse: la correzione al rialzo dei rendimenti dovrebbe avvenire attraverso fasi di aggiustamento successive, intervallate da prolungati momenti di stabilizzazione; si valuterà, pertanto, la possibilità di incrementare tatticamente la duration in tali occasioni. I corporate, invece, soprattutto nella componente HY, appaiono aver scontato già uno scenario particolarmente benevolo; è vero che non si ravvisano al momento eventi tali da pregiudicarne la buona performance, ma il livello degli spread sembra già scontare molto di positivo nello scenario futuro: rimane quindi un’area in cui si predilige l’investment grade rispetto ai rating di minor qualità.

Per quanto concerne l’esposizione valutaria il Dollaro ha beneficiato dell’inattesa elezione di Trump che ha portato ad un ulteriore apprezzamento per la spinta fiscale e il rimpatrio degli utili esteri delle società americane. I recenti sviluppi hanno pertanto determinato uno scivolamento nella traiettoria di apprezzamento del rapporto di cambio Euro/$ che avevamo in mente, ma non ad un cambiamento nella direzione della traiettoria stessa. Infatti, da questo momento le forze a favore dell’Euro dovrebbero riemergere: surplus di partite correnti, riduzione dei flussi di capitale in uscita, riduzione prospettica degli acquisti mensili da parte della Bce, differenziale di crescita in miglioramento a favore dell’area Euro. Questi livelli del cambio Euro/$ suggeriscono quindi il mantenimento di una bassissima esposizione alla divisa statunitense; la contenuta diversificazione valutaria è limitata a Nok, Sek per il legame al petrolio e al ciclo economico.